La mia strumentazione

Premessa: non sono un fotografo, nè mi atteggio da tale. Per me è una passione nella quale mi cimento senza alcuna particolare velleità!

Ho iniziato a scattare per gioco da piccolo con una reflex Ricoh di mio padre. Ho qualche foto di me con quella macchina, che un bel giorno ci fu rubata dall’auto. In quel momento si decise per l’acquisto di una Kodak di quelle tipo “punta e scatta“: ottica fissa, zero regolazioni, nulla. Con quella ci ho fatto un bel po’ di scatti, compresi alcuni tentativi di riprendere il rettilineo di Monza nelle qualifiche del GP di Formula 1 del 1998. Tentativi ovviamente pessimi, visto che non era la macchina adatta, anche se conservo gelosamente una foto di Schumacher in settima piena sul traguardo!

Col nuovo millennio arriva il digitale, e con esso una compatta Lumix da 5MP con tanto di zoom ottico da 6x: le prime foto usabili, tanta grana e artifici a ISO alti (ovviamente). Non c’erano le modalità P-A-S-M, quindi si scattava con le modalità preimpostate! Nel 2011 inizio ad interessarmi un po’ più seriamente al mondo della fotografia, documentandomi sulle reflex digitali, su Nikon, Canon e quant’altro. La svolta arriva quando prendo in mano una Nikon D40 della redazione nella quale in quel momento facevo il praticantato per diventare giornalista (ma questa è un’altra storia): cambio drastico. Passai dal punta e scatta attraverso un LCD al mirino ottico e a cose sconosciute come diaframma, tempi e ISO. Non era una macchina eccezionale, ma mi fece capire che DOVEVO avere una reflex.

Continuo a leggere e a visionare prove e recensioni varie, focalizzandomi su una Canon EOSnonricordopiùilmodello, ma il mio cuore era già giallonero! A quel punto viro su Nikon, con la consapevolezza che il budget non era alto. D’altra parte essendo un newbie c’era anche il concreto rischio di spendere tanto e poi veder affievolire velocemente una passione nata da poco.

Nel 2012 arriva quindi una Nikon D90 col suo bel 18-105mm f/3.5-5.6 in kit, arricchita nell’estate del 2014 da un battery grip per migliorare l’ergonomia negli scatti verticali e facilitare il cambio batteria quando la macchina è innestata su monopiede, sfruttando anche il doppio slot.

Inizio ad appassionarmi seriamente, a scattare e a pasticciare con Photoshop e filtri vari. Dopo qualche mese di apprendistato, compro la mia seconda lente, un Nikkor AF-D 50mm f/1.8 trovato su Ebay a due soldi. Lente plasticosissima, ma con una resa che nessuno zoom può sognarsi!

Continuo a scattare, a seguire i miei primi concerti e anche qualche evento per le testate con le quali collaboro (o collaboravo, la vita va avanti). Con qualche altro euro messo da parte decido di provare il brivido dell’ultragrandangolo, con uno strepitoso Tokina 12-24mm f/4. Poca spesa ma tantissima resa. Alcune delle foto più belle che ho sono state scattate con questo obiettivo, difficile da usare a causa dell’elevato campo di ripresa (con tanto di caduta di linee e quant’altro), ma in grado di dare tante soddisfazioni.

Nel frattempo il 18-105mm ha iniziato giustamente a prendere polvere, soppiantato dalle altre due lenti. Quale occasione migliore per disfarsene e finanziare un nuovo vetro? Incuriosito dalla fotografia sportiva, mi metto a cercare un Nikkor AF-D 80-200mm f/2.8, lente non più recentissima, ma robustissima e con un’ottima qualità ottica. Piazzo il plasticotto da kit e contemporaneamente trovo un 80-200mm Nital del 1993 a pochi km da casa mia. Finalmente una lente adatta a concerti e qualche puntata amatoriale nella fotografia sportiva!

Continuo a scattare, a pasticciare col PC e a fare le mie uscite, quando nasce in me la voglia di avere una lente DEFINITIVA da saldare alla mia D90 per la quasi totalità delle occasioni. Solito giro in rete, e trovo lui, sua Maestà Nikkor AF-S 28-70mm f/2.8, definito dagli appassionati “The Beast” per la sua mole ed il suo peso, controbilanciati ahimè da qualche problema elettrico ai motori SWM. Il mio esemplare non ne era purtroppo esente, quindi giro in assistenza per la revisione (con corollario di spese extra) ed ora è più pronto ed efficiente che mai!

Qualche mese dopo arriva anche un teleconverter da 1.4x, un Kenko DGX Pro300, utile quando i 200mm del tele sono pochi… Un po’ di perdita di qualità c’è, ma da un aggiuntivo non ci si può aspettare altro…

Cosa mi mancava a questo punto? Un flash! Ho cercato per mesi un bel Nikon SB800 usato, ma i pochi che ho trovato erano messi male oppure assurdamente overpriced. Ecco quindi arrivare un Nissin Di866 Mk2 nuovo: potenza, ottimo prezzo e soprattutto due anni di garanzia (che coi flash non guasta mai).

Passano i mesi, arrivano le prime soddisfazioni come foto di calcio pubblicate sui quotidiani, un contest per un calendario vinto e altre robette, ma una domanda cresce in me: la D90 è arrivata alla soglia dei 40k scatti… Non è il caso di valutare una sostituta? Ho scartato le DX come D7100 e affini, guardando a qualche usato in FX, ma in Nikon la situazione è ingarbugliata: D700 vecchia e ancora costosa, D600/610 plasticosette e affette da problemi di sporco sul sensore, D750 appena uscita e quindi prezzi alti, D800 leggermente fuori budget e con troppi MP.

Il tempo passa e la voglia di avere qualcosa di nuovo aumenta. Abbandonai temporaneamente l’idea di sostituire la Nikon, lasciandola alla foto sportiva e agli eventi, preferendo per il resto delle situazioni una soluzione leggera e di gran qualità: una mirrorless, la Fujifilm XE-2, in kit col suo ottimo 18-55mm f/2.8-4 OIS, al quale ho poi aggiunto un bellissimo ultrawide, il Samyang 12/2.

Nell’estate 2015 è poi nata la mia passione per le lenti vintage, da usare sia con Nikon sia con la Fuji, che essendo mirrorless, accetta praticamente qualsiasi lente a patto di trovare l’adattatore adeguato. In poco tempo ho quindi preso il classico trio Nikon ai tempi della pellicola: 28/2.8 del 1977, 50/1.4 del 1978 e 135/2.8 del 1981… Lenti con un certo fascino e da usare rigorosamente in fuoco manuale, grazie alla loro bella ghiera molto pastosa e precisa!

Alla soglia del 50 mila scatti finalmente la Nikon D90 va in pensione nella primavera 2016, sostituita da una Nikon D600 con la quale passo nel full frame: inutile dirvi la differenza qualitativa con la vecchia D90!

A Natale 2016 è poi entrata a casa una Polaroid Snap, fotocamera digitale con una stampantina integrata… Non l’ho comprata (e mai lo avrei fatto) ma l’ho vinta ad un contest per il calendario dell’amministrazione comunale di Locorotondo. Finalmente alla terza vittoria in questo concorso ho ricevuto un premio 🙂

Nel febbraio 2017 c’è poi il tanto sognato sbarco nel mondo dell’analogico, con una splendida Nikon FM2n del 1995 che userò coi miei Nikkor manuali. Se volete sapere qualcosa su questa camera leggete QUI

Completano la strumentazione una action cam Xiaomi Yi e relativi accessori, un cavalletto Manfrotto 055 con testa 488RC2, un monopiede Manfrotto 680B con testa 234RC, un supporto da tele Manfrotto 293 artigianale, un treppiede cinese da 2 soldi, scatti remoti vari e non so cos’altro!